BeKind #44

Pensieri si susseguono: lasciano spazio solo alla pace e alla serenità di giornate passate a cercare un senso più profondo.
Un senso che come la felicità prende forma solo se condiviso.
I cuori un po’ malati non hanno la forza di riceverlo, e sta a noi cercare di renderlo accogliente: un messaggio e un invito che se davvero sentito è impossibile non accettare. Nel corso di pochissimo tempo mi sono resa conto di dar voce alle cose più nascoste, ai gesti a cui nessuno fa caso, ma soprattutto ai progetti che hanno un senso duraturo, eterno.
Essere accoglienti verso ciò che non conosciamo è già di per sé un traguardo, proprio perché la natura umana tende ad essere diversamente abile alla novità.
Confrontandomi in questi giorni con più persone ho capito che non c’è una legge o una dinamica per avere una regola all’accoglienza: possiamo essere inclini o meno, e quel più è solo spinto da un coraggioso senso di scoperta. Le conseguenze possono essere meravigliose o deludenti, ma questo dipende solo dalla nostra percezione e di quanta gratitudine dosiamo le nostre giornate. Essere circondati da persone statiche, non ci rende migliori perché siamo mossi da un po’ di coraggio, come riusciamo a essere accoglienti verso le nuove sensazioni, dobbiamo esserlo con le persone. Talvolta è proprio questa mancanza di entusiasmo che frena gli altri intorno a noi, quando piuttosto esserci di ispirazione reciproca non è altro che la soluzione.
Spero di rimanere su questi binari di gioia e condivisione ancora per un po’ e chissà se per sempre, proprio perché la mia dose di gratitudine è talmente alta da inondare tutto il resto.

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