This is Life #47

La mia vita è cambiata in modo esponenziale in soli sei mesi. Ne accennavo già qualcosa forse, ed era già palpabile nell’aria. Forse perché i cambiamenti di solito per me hanno sempre un sapore di terrore e l’ unica cosa che mi placa è dirlo a tutti, che sto cambiando. Mi sento meno oppressa e spaventata e a volte funziona, ma altre proprio no. In questo ultimo cambiamento non ho avuto la forza di dirlo a tutti e condividerlo, ma non perché fosse più pesante del solito o più spaventoso del dovuto: semplicemente ho visto me stessa cambiare senza farci troppo caso. Tutto è andato per un suo verso che anche ad oggi non saprei spiegare, perché quando dico che le cose sono destinate ad essere, lo sono per davvero. Non credo che questo cambiamento a differenza di altri mi abbia sradicato anzi, mi ha tenuto più salda a ciò che erano le cose in cui credevo, ma che non dicevo. In alcune aree perfino rafforzato ciò che avevo già nel cuore: quello che in pochi vedevano, adesso è sotto gli occhi di tutti. La vera me. Faticoso da un lato lasciare che gli altri scoprissero la vera persona che spesso nascondo anche a me stessa, da un altro punto di vista invece: stupefacente. Stupefacente poter dimostrare ciò che si sente nel cuore, anche esponendosi, ma senza paura. Questo cambiamento non mi ha portato paura, per questo è stato il miglior cambiamento di sempre. Esporsi in ciò in cui fermamente si crede, ci mette allo scoperto, ci rende vulnerabili; ahimè, niente di nuovo per un carattere come il mio, e sarà forse per questo che la mente ha aiutato l’anima che è stata spinta dalla fede in quegli episodi che sono stati contrastanti durante questo inizio percorso. Gli imprevisti del mestiere, direbbero.
Ad oggi, passati sei mesi, mi rendo conto a tratti di ciò che è successo, di cosa accadrà: sembra stia vivendo la mia vita a episodi e finché non realizzo, non ho messo fine all’episodio precedente.
Mi piace pensare che questa avventura non sia il solito romanzo rosa sul quale avrei voluto basare la mia vita. La classica storia d’amore, un matrimonio, una famiglia, una casa e le vacanze in montagna.
Questa è la mia vita, e si baserà su di me, sulla mia esperienza, sulle mie testimonianze, su ciò che io sto vivendo e su ciò che vorrò vivere. Non ci sarà più spazio per il passato, ma ci sarà spazio a sufficienza per il futuro e uno spazio incondizionato al presente, motore di tutto.
Ringrazio e sono grata, per questa vita, ogni giorno.
Ringrazio e sono grata ogni giorno per chi sono, e questo non l’avrei mai detto.

Re-Start 42

Ci sono mille scuole di pensiero per calcolare rabbia e dolore, per renderlo gestibile e avere le capacità di elaborarlo al meglio.
Di certo non sono una di quelle che ne ha scritta una. Sono una di quelle vecchia scuola, ovvero una di quelle che sa scandagliare il dolore altrui in ogni angolo, ma poi ovviamente su di sé è sempre un altro mondo.
Non siamo mai efficienti allo stesso modo.
Ci sarà un karma del bene in questa vita per noi? Poveri illusi che il bene possa ancora generare bene e che tutto possa prendere una piega positiva con una buona azione al giorno.
Qualcuno ci chiama ultimi romantici.
Niente è in nostro potere, nulla possiamo gestire in gran parte delle nostre esistenze. Lasciarsi cullare da tutto questo, anche dolore, sembra l’unica soluzione, ma forse non lo è.
Spesso mi sento come nel mezzo di un torrente, piazzato al centro contro corrente pronta a tutto pur di non farmi spostare o trascinare via. Il flusso è forte, agisce nella sua natura, ma io testarda spingo i miei piedi a terra, mi tengo salda e al sicuro.
Tengo duro.
Per quanto la forza voglia buttarmi a terra, o portarmi via, resisto. Nelle scale di elaborazione il ” resistere” non è contemplato, affatto, è più corretto elaborare ed assimilare. Del tutto corretto, se non fosse che esci da un periodo che ti ha preso a schiaffi facendoti perdere anche il senso di te stesso e quel minimo equilibrio che a volte definiamo serenità.
Al momento preferisco tenere duro con la consapevolezza che tutto questo sì, abbia un senso, ma ho voglia di capirlo con i miei tempi e a modo mio.

Come sempre.

IlPotereDellaBellezza #42

Sembra sciocco quanto le piccole cose possano fare una grande differenza in una giornata “qualunque”! E’ successo così: scopri un prodotto e tu riscopri un po’ di emozioni che hai accantonato da troppo nel cassetto.
Ripeto sembra sciocco, eppure, è proprio così.

Vi voglio regalare una piccola emozione, se potesse esserlo anche per voi, e spero che lo sia davvero: quindi condivido la magia di #screenlegerity!

Di cosa sto parlando? Un trattamento bellezza per i nostri capelli! Sembrerò matta, ma non c’è cosa che adoro di più, di prendermi cura dei miei capelli! Sono il nostro biglietto da visita e come tale deve essere curato e preciso, non pretendo perfetto! In questo caso #screenlegerity mi ha dato una bella mano, donando innanzitutto luminosità ai miei capelli. Ho deciso però di provarlo nelle due sue modalità di applicazione ovvero sui capelli bagnati e asciutti. Il risultato è più o meno lo stesso, ma sui capelli bagnati da anche un nutrimento non indifferente. Cosa di cui, anche con l’arrivo dell’estate non è da sottovalutare. Quante di noi arrivano all’estate con i capelli già rovinati e gli diamo il fatidico “colpo di grazia”? Diciamo sempre che li taglieremo a fine estate ma poi… sappiamo già come va a finire!

Vale la pena provarla,soprattutto, perché ha in entrambi le sue applicazioni (capelli umidi o asciutti) un facile utilizzo, ma soprattutto veloce!Questo è ciò che più mi è piaciuto di questo prodotto. Sapete come fa a essere un prodotto dalla veloce applicazione? Non ha risciacquo e questo mi ha fatto totalmente innamorare! Sono una persona che va sempre di corsa e ho sempre pensato che mi servisse un intero day off per prendermi cura dei miei capelli, ma non è così. Con #screenlegerity posso farlo quando voglio, non aggiungendo tempo al mio classico rituale! Un miracolo non da poco, direi! Non vi nascondo che sulla mai autostima ha dato un piccolo contributo perché avere i capelli sistemati senza doversi prima uccidermi di fatica è veramente soddisfacente e appagante! Da provare!

Ho la possibilità di regalare anche a voi, un po’ di questa esperienza. Infatti andando qui, potrete ricevere a casa il vostro #legeritytester da provare come e quando volete, e spero mi facciate sapere come sia andata! Dobbiamo ringraziare Screen Hair Care che ha avuto la brillante idea di farmi provare questo prodotto e di poterlo condividere con voi, in modo totalmente gratuito!

 

Potrei essere di parte, perché come detto sono innamorata ma vi lascio tre motivi obiettivi per il quale scegliere di provare questo prodotto comodamente a casa vostra: 

Ci leggiamo alla prossima!

 

 

Emotività #41

Mi hanno sempre detto che fossi emotiva di fronte ad alcune circostanze della vita. Una volta mi sono sentita dire: “Le cose le vivi troppo”.
Non ho capito bene cosa si intendesse con questa affermazione. Oggi riflettendoci avrei dovuto rispondere “perché tu invece le vivi troppo poco?”

C’è l’abitudine a lasciarsi scivolare tutto addosso, anche ciò che potrebbe renderci felici, figurarsi ciò che potrebbe ferirci.
Attraversare un dolore è un’impresa che ha bisogno di molto più di una semplice chiacchierata con noi stessi. Deve essere sviscerato un dolore, scomposto e poi probabilmente ricomposto nella sua forma migliore: sotto forma di qualcosa che non sai più in grado di farci male.

Forse per questo mi dissero che le cose le vivevo troppo, ero  pronta a farmi lacerare dal dolore piuttosto che tenerlo lontano.
Oggi credo che questa sensibilità e questa empatia siano il punto di partenza per qualcosa di grande, la chiave di un percorso particolare quale possa essere la vita.

Parole #40

Sappiamo quanto siano importanti le parole, ma più di tutto quanto siano pesanti e quanto scendano lente a volte. E’ difficile accettarle, è difficile pronunciarle: sono un’arma micidiale. A volte sfuggono, ma altre volte vanno dritte laddove servono, al cuore.

Non le ho sempre usate bene, spesso le ho lanciate senza sapere dove andassero e cosa potessero creare. Le parole sono boomerang. Sono difficili da tener dentro, possono fare male, possono ferire. Sono difficili da accettare, da metabolizzare. Ancora oggi ne sento alcune e cerco di capirne il significato.
Altre volte invece non le ho sapute dire, non le ho sapute tirare fuori da me stessa, e come avrei potuto tirarle fuori da altri. Non ho saputo capire, perché quelle parole rimanessero ferme, sospese. Hanno preso sapori diversi nel tempo, hanno saputo mutarsi e rendersi amiche e complici, ma anche nemiche. Si piantano come mine dentro la mente, se siamo sfortunati nel cuore…   e riecheggiano per molto, rendendoci schiavi anche di noi stessi.
Non è semplice lasciarci attraversare da qualcosa che ci fa male, da un dolore che ci rende privi di noi stessi.
A volte è più semplice piegarsi al pensiero peggiore di noi stessi pur di non reagire. Le parole ti possono toglier anche la forza di credere in te stesso, lasciandoti a terra dubitando di tutto. Non so quanto spesso accada che una parola possa travolgere una intera giornata, ma a me capita, e credo sia uno sbaglio.
Perché dare un potere a una parola e lasciarci portare via da ciò che non sappiamo gestire o da una conseguenza che non ci appartiene dal principio?

E’ vero che le parole ti uccidono.

PiùDiTutto #39

Più di tutto, mi mancano i Sorrisi. Di quelli non ne faccio mai scorta abbastanza, non ne ho mai rubati troppi! Più di tutto mi manca il suono della tu risata alle mie battute. Mi manca il modo in cui sapevo di trovare il tuo sguardo appena mi fossi voltata. Mi manca il nostro essere ‘noi’ e non vergognarci mai di niente: debolezze, paure, sentimenti. Dei sentimenti non abbiamo mai avuto paura, di viverli come venivano non ne abbiamo mai fatto un problema. Ci sono stati momenti in cui i sentimenti sono stati i nostri peggior nemici, ma abbiamo saputo mutarli in amici, complici.
Ci piaceva trovare la gioia nelle piccole cose e non pensare troppo, ci piaceva Vivere! Mi manca assaporare ogni singolo momento della giornata con Te, che anche se non c’eri, ti avevo intorno, collegandoti ad ogni cosa che vedevo, sentivo, toccavo. Più di tutto mi manca stringerti a me, o semplicemente stringerti la mano. Quella mano, non sai quante volte mi ha aiutato a tirarmi su da problemi, dubbi destabilizzanti. Mi mancano i tuoi occhi, e non perché fossero speciali, mi mancano perchè avevano un modo di guardarmi che ancora oggi non so spiegarmi. Un misto tra adulazione e compiacimento. Dolcezza.
Mi manca il tuo ricordarmi di essere tua, sottointeso nelle piccole cose, nei piccoli gesti. Non ci sono tante parole spiegare ciò che ti manca e come ti manca. Ma sono sicura che magari in fondo a te qualcosa di me ti manca. Ti manca perchè è stata tua, ma poi un giorno non l’hai più trovata. Ma una cosa te la posso assicurare, negli angoli più oscuri di te, mi potrai sempre trovare. Perchè quello che ti scende nell’anima è raro che ti abbandoni. Mi mancano tante cose, ma più di tutto, mi manchi Tu.

Riesumo queste parole che scrissi per te, perché oggi mi manchi un po’ di più. Forse perché in un mondo parallelo siamo tornate a sentirci vicine ma non abbiamo avuto il coraggio di dircelo. Alcuni rapporti della mia vita rimarranno sempre misteri, rimarranno sempre incognite. Mi sono arresa a questo dato di fatto, e forse mi sono arresa anche al fatto che io possa avere rapporti sani e duraturi nel tempo senza nessuna controindicazione o malessere. Non so cosa mi manchi Oggi, di te, di preciso. Siamo cambiate, e in questo plurale includo anche me stessa, della quale non sono ancora fiera totalmente e sicuramente avrò fatto milioni di errori nel nostro percorso. Sono altrettanto certa, però, di averti dato tutto il mio meglio, e forse anche tutto il mio peggio. Di sicuro, quindi, non nascondendoti nulla che fosse scomodo. Credo sia stata questa la chiave e anche la scintilla, ma ormai sono passati troppi anni per comprendere a fondo. Ho di noi un bel ricordo che tengo nascosto dagli occhi altrui affinché possa sorriderne ancora, e stupirmi ancora di ciò che di più bello questa vita possa avermi regalato.

Resistere #38

Come rimanere il punto fermo di se stessi di una realtà che intorno a noi cambia?
Come rendersi elastici in un contesto che ruota e muta forma?

Il rischio di rimanere confusi è una conseguenza più che lecita, anche se tendiamo a non accettarlo.
Tendiamo a volerci statici in un mondo che non lo è affatto.
Qual è il giusto modo per poter affrontare il cambiamento? Forse una domanda troppo ampia per trovare una sola risposta. Ma tutt’altro, a volte, basta giusto lasciarsi trasportare, e non che sia un difetto “lasciar correre”, attenzione. Piuttosto a volte è proprio l’unica soluzione. Tenderci oltremodo in qualche atteggiamento che non è il nostro può portarci fuoristrada. Può farci perdere.

Restare fedeli al proprio cammino è invece una certezza che già di per se ci può tenere al sicuro nel corso di una metamorfosi.
Potrebbe essere l’ancora di salvezza. L’unica cosa che potrebbe darci sollievo e la spinta necessaria a farsi trasportare nel modo giusto.

Se tutto fosse immutato nel tempo, ne risentiremmo ad ogni modo e allora conviene sentirsi perfino grati per questo. La vita va vissuta a pieno, lasciati andare.

TrovaTeStesso#37

Dicono tutti che le giornate no capitino di lunedì. Sarà, ma a me capitano anche di martedì così come il resto della settimana. Trovare un minimo di positività perfino per me diventa un miracolo e non so dove tenermi al sicuro.
Non so dove sentirmi serena.

Non trovo un angolo di me stessa dove rifugiarmi e non trovo un contesto intorno che sia pronto ad accogliermi. C’è sempre qualcuno che ha problemi più grandi di te, e non potrai appoggiarti a loro, persone che cercheranno di minimizzare i tuoi drammi perché loro ne hanno di più concreti.

Mi domando se ci sia qualcuno che sia pronto ad ascoltarti e basta, senza sentire necessariamente il dovere di volerti risolvere i problemi, rendendoti quasi in difetto per esserti aperto ed espresso.
Siamo davvero, ancora in grado di ascoltare chi ne ha bisogno? Una semplice chiacchierata spesso diventa sfida tra persone che vogliono compatirsi a vicenda e crolla lo scopo di sorreggersi perché troppo occupati a vicenda a dirsi che si sta uno peggio dell’altro.
Quello che più temo, è perdersi di vista. Perder di vista se stessi, e mettersi da parte finché non ci renderemo conto che sarà troppo tardi per rimetterci al primo posto. Avremo perso sincronie, si, quei momenti esatti in cui avremmo potuto, chissà, trovare la nostra congiunzione perfetta col mondo.

Volersi bene è giusto, ma per volere bene anche agli altri.
Ma se volersi bene diventa un problema, allora mettiamo tutto a rischio, noi stessi, i nostri rifugi sicuri e anche quel briciolo di positività che ci è rimasta mista alla speranza di essere diversi da come ci hanno concepiti.
Ti capita mai?

Libera #36

Se ti capita ogni tanto di essere stanca, credo tu possa permettertelo. Credo tu possa credere per un secondo di non farcela e sentire i tuoi piedi vacillare. Credo tu possa farlo perché sei umana, ma d’altro canto potrai trovare la forza di reagire perché c’è altro in te, una forza innaturale che non troverai da nessun’altra parte se non dentro di te.
A volte sembra assurdo, ma fare un passo indietro a volte è necessario per farne mille avanti. Ho letto che la vita è un cha cha cha: quel ballo in cui si fa un passo avanti e due indietro, o a volte se sei fortunato di lato. Assurdo ma non troppo, perché a volte per andare avanti dobbiamo trovare la giusta angolazione delle cose e cercare di avere un occhio a tutto tondo su ciò che è ma soprattutto potrebbe essere.

Abbi la forza di fiorire

Lo credo perché oggi è una giornata soleggiata come non le si vedevano da settimane, e riesco ad essere grata per questo e a non essere triste per ciò che mi circonda. Dovrebbe essere sempre così, ma a volte è più semplice lasciarci trasportare, lasciarci cullare, anche dal dolore. E’ una giornata in cui mi auguro di essere sempre così: Libera.
Perché la gioia e la bellezza che a volte provi, fa parte di un insieme molto più grande e complesso che fa parte della libertà dell’anima e nulla di più.

Curala e custodiscila più che puoi, farà parte di te per sempre.

Necessità#35

La senti mai la necessità?
La necessità di staccare la spina e fermarti un attimo, renderti conto, respirare. In una vita di corsa, in una vita che ti affanna anche il respiro che smetti, qual è la soluzione? Come fai a destreggiarti in una vita vissuta di fretta e nel panico giornaliero di una insoddisfazione?
Mi ripeto, non la senti la necessità ? Dare spazio a noi stessi, dare vita alle nostre attitudini, non è mai possibile al 100%. Dovremmo avere il bisogno vitale di farlo, di splendere con tutte le nostre capacità e di rendere gli altri partecipi di noi stessi, lasciarci scoprire. Se fosse semplice, l’avremmo già fatto e se fosse naturale non dovremmo impararlo. Avere il dono di mettere a frutto tutte le nostre potenzialità ci rende più felici, ci rende più completi. D’altro canto invece, quando non riusciamo a dare il nostro meglio o il nostro meglio non basta più, tendiamo a pensare di essere inadatti. Forse siamo inadatti in quel contesto o almeno non possiamo dare di più di ciò che abbiamo dato.
Ecco, appunto, dobbiamo fermarci e respirare. Sospirare, inspirare ed espirare. Chissà cambiare strada, cambiare direzione, provare a calarsi in nuovi orizzonti, magari nuovi orizzonti di noi stessi.