MiStringo #43

Tutto mi corre di fianco e in uno stato confusionale non riesco a comprendere da che parte sia la mia direzione, ma sopratutto la mia aspirazione. Una confusione che non mi lascia scampo o tregua. Non c’è niente che riesca a dirmi o farmi comprendere quale sia la solita “cosa giusta da fare” o il classico ” ritenta sarai più fortunato”. Non c’è nulla che mi slanci altrove o più avanti così tanto da sbagliare o tentare il tutto per tutto. Un limbo infernale che ci fa credere perfino di essere sereni in una comfort zone, ma in realtà ci costringe a dannarci per la staticità che ne deriva.
La follia di una situazione del genere, ti porta spesso a dubitare di te, delle tue capacità, aumenta le tue negligenze e ti lascia scorrere addosso tutto ciò che di positivo potresti prendere anche dalle sventure. Tutto ti sbatte addosso e tu rimani impassibile, senza reagire. Una forza che poche volte avevo sentito mancarmi così tanto, perché nonostante tutto ogni periodo porta con sé positività e negatività allo stesso tempo. Difficile in questo periodo, però, trovare il lato positivo di una medaglia che sembra non girarsi mai. Così tutto già piuttosto grigio, prende quelle fantomatiche sfumature di nero che sembra per giunta non darti tregua e oscurano ancora di più quel piccolo angolo di serenità che con unghie e denti ti sei ricavato. Aspettando che questo maremoto possa concludersi con una me ancora indenne e viva, la soluzione a questi mali sembra proprio essere la vita, sotto ogni sua forma.
Amici, famiglia, amore, rientrano nella mia vita e nella mia cura.
(non necessariamente in questo ordine, si intende)
Ma le risate di cuore, ti salvano più di quanto possa fare una visita introspettiva con te stessa, perché ti fanno staccare la spina da una monotonia che ti attanaglia. Sicuramente ci dovrebbe essere anche l’altra, ma di certo senza la seconda nulla si evolve. Potrei farmi mille risate, ma senza essere consapevole delle mie debolezze e delle mie necessità potrei rimandare il mio intento per un tempo indefinito senza risolvere nulla.
Quindi direi che siamo pronti, consapevolezza alla mano, ci dirigiamo verso l’altro lato della medaglia che non accenna a girarsi ma che ovviamente a suon di schiaffoni qualora necessario faremo girare.
Sono nascosta nelle mie fragilità che non svelo a nessuno e che mi ritrovo a mettere nero su bianco, per renderle meno imponenti.

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