Parole #40

Sappiamo quanto siano importanti le parole, ma più di tutto quanto siano pesanti e quanto scendano lente a volte. E’ difficile accettarle, è difficile pronunciarle: sono un’arma micidiale. A volte sfuggono, ma altre volte vanno dritte laddove servono, al cuore.

Non le ho sempre usate bene, spesso le ho lanciate senza sapere dove andassero e cosa potessero creare. Le parole sono boomerang. Sono difficili da tener dentro, possono fare male, possono ferire. Sono difficili da accettare, da metabolizzare. Ancora oggi ne sento alcune e cerco di capirne il significato.
Altre volte invece non le ho sapute dire, non le ho sapute tirare fuori da me stessa, e come avrei potuto tirarle fuori da altri. Non ho saputo capire, perché quelle parole rimanessero ferme, sospese. Hanno preso sapori diversi nel tempo, hanno saputo mutarsi e rendersi amiche e complici, ma anche nemiche. Si piantano come mine dentro la mente, se siamo sfortunati nel cuore…   e riecheggiano per molto, rendendoci schiavi anche di noi stessi.
Non è semplice lasciarci attraversare da qualcosa che ci fa male, da un dolore che ci rende privi di noi stessi.
A volte è più semplice piegarsi al pensiero peggiore di noi stessi pur di non reagire. Le parole ti possono toglier anche la forza di credere in te stesso, lasciandoti a terra dubitando di tutto. Non so quanto spesso accada che una parola possa travolgere una intera giornata, ma a me capita, e credo sia uno sbaglio.
Perché dare un potere a una parola e lasciarci portare via da ciò che non sappiamo gestire o da una conseguenza che non ci appartiene dal principio?

E’ vero che le parole ti uccidono.

PiùDiTutto #39

Più di tutto, mi mancano i Sorrisi. Di quelli non ne faccio mai scorta abbastanza, non ne ho mai rubati troppi! Più di tutto mi manca il suono della tu risata alle mie battute. Mi manca il modo in cui sapevo di trovare il tuo sguardo appena mi fossi voltata. Mi manca il nostro essere ‘noi’ e non vergognarci mai di niente: debolezze, paure, sentimenti. Dei sentimenti non abbiamo mai avuto paura, di viverli come venivano non ne abbiamo mai fatto un problema. Ci sono stati momenti in cui i sentimenti sono stati i nostri peggior nemici, ma abbiamo saputo mutarli in amici, complici.
Ci piaceva trovare la gioia nelle piccole cose e non pensare troppo, ci piaceva Vivere! Mi manca assaporare ogni singolo momento della giornata con Te, che anche se non c’eri, ti avevo intorno, collegandoti ad ogni cosa che vedevo, sentivo, toccavo. Più di tutto mi manca stringerti a me, o semplicemente stringerti la mano. Quella mano, non sai quante volte mi ha aiutato a tirarmi su da problemi, dubbi destabilizzanti. Mi mancano i tuoi occhi, e non perché fossero speciali, mi mancano perchè avevano un modo di guardarmi che ancora oggi non so spiegarmi. Un misto tra adulazione e compiacimento. Dolcezza.
Mi manca il tuo ricordarmi di essere tua, sottointeso nelle piccole cose, nei piccoli gesti. Non ci sono tante parole spiegare ciò che ti manca e come ti manca. Ma sono sicura che magari in fondo a te qualcosa di me ti manca. Ti manca perchè è stata tua, ma poi un giorno non l’hai più trovata. Ma una cosa te la posso assicurare, negli angoli più oscuri di te, mi potrai sempre trovare. Perchè quello che ti scende nell’anima è raro che ti abbandoni. Mi mancano tante cose, ma più di tutto, mi manchi Tu.

Riesumo queste parole che scrissi per te, perché oggi mi manchi un po’ di più. Forse perché in un mondo parallelo siamo tornate a sentirci vicine ma non abbiamo avuto il coraggio di dircelo. Alcuni rapporti della mia vita rimarranno sempre misteri, rimarranno sempre incognite. Mi sono arresa a questo dato di fatto, e forse mi sono arresa anche al fatto che io possa avere rapporti sani e duraturi nel tempo senza nessuna controindicazione o malessere. Non so cosa mi manchi Oggi, di te, di preciso. Siamo cambiate, e in questo plurale includo anche me stessa, della quale non sono ancora fiera totalmente e sicuramente avrò fatto milioni di errori nel nostro percorso. Sono altrettanto certa, però, di averti dato tutto il mio meglio, e forse anche tutto il mio peggio. Di sicuro, quindi, non nascondendoti nulla che fosse scomodo. Credo sia stata questa la chiave e anche la scintilla, ma ormai sono passati troppi anni per comprendere a fondo. Ho di noi un bel ricordo che tengo nascosto dagli occhi altrui affinché possa sorriderne ancora, e stupirmi ancora di ciò che di più bello questa vita possa avermi regalato.

Resistere #38

Come rimanere il punto fermo di se stessi di una realtà che intorno a noi cambia?
Come rendersi elastici in un contesto che ruota e muta forma?

Il rischio di rimanere confusi è una conseguenza più che lecita, anche se tendiamo a non accettarlo.
Tendiamo a volerci statici in un mondo che non lo è affatto.
Qual è il giusto modo per poter affrontare il cambiamento? Forse una domanda troppo ampia per trovare una sola risposta. Ma tutt’altro, a volte, basta giusto lasciarsi trasportare, e non che sia un difetto “lasciar correre”, attenzione. Piuttosto a volte è proprio l’unica soluzione. Tenderci oltremodo in qualche atteggiamento che non è il nostro può portarci fuoristrada. Può farci perdere.

Restare fedeli al proprio cammino è invece una certezza che già di per se ci può tenere al sicuro nel corso di una metamorfosi.
Potrebbe essere l’ancora di salvezza. L’unica cosa che potrebbe darci sollievo e la spinta necessaria a farsi trasportare nel modo giusto.

Se tutto fosse immutato nel tempo, ne risentiremmo ad ogni modo e allora conviene sentirsi perfino grati per questo. La vita va vissuta a pieno, lasciati andare.

TrovaTeStesso#37

Dicono tutti che le giornate no capitino di lunedì. Sarà, ma a me capitano anche di martedì così come il resto della settimana. Trovare un minimo di positività perfino per me diventa un miracolo e non so dove tenermi al sicuro.
Non so dove sentirmi serena.

Non trovo un angolo di me stessa dove rifugiarmi e non trovo un contesto intorno che sia pronto ad accogliermi. C’è sempre qualcuno che ha problemi più grandi di te, e non potrai appoggiarti a loro, persone che cercheranno di minimizzare i tuoi drammi perché loro ne hanno di più concreti.

Mi domando se ci sia qualcuno che sia pronto ad ascoltarti e basta, senza sentire necessariamente il dovere di volerti risolvere i problemi, rendendoti quasi in difetto per esserti aperto ed espresso.
Siamo davvero, ancora in grado di ascoltare chi ne ha bisogno? Una semplice chiacchierata spesso diventa sfida tra persone che vogliono compatirsi a vicenda e crolla lo scopo di sorreggersi perché troppo occupati a vicenda a dirsi che si sta uno peggio dell’altro.
Quello che più temo, è perdersi di vista. Perder di vista se stessi, e mettersi da parte finché non ci renderemo conto che sarà troppo tardi per rimetterci al primo posto. Avremo perso sincronie, si, quei momenti esatti in cui avremmo potuto, chissà, trovare la nostra congiunzione perfetta col mondo.

Volersi bene è giusto, ma per volere bene anche agli altri.
Ma se volersi bene diventa un problema, allora mettiamo tutto a rischio, noi stessi, i nostri rifugi sicuri e anche quel briciolo di positività che ci è rimasta mista alla speranza di essere diversi da come ci hanno concepiti.
Ti capita mai?

Libera #36

Se ti capita ogni tanto di essere stanca, credo tu possa permettertelo. Credo tu possa credere per un secondo di non farcela e sentire i tuoi piedi vacillare. Credo tu possa farlo perché sei umana, ma d’altro canto potrai trovare la forza di reagire perché c’è altro in te, una forza innaturale che non troverai da nessun’altra parte se non dentro di te.
A volte sembra assurdo, ma fare un passo indietro a volte è necessario per farne mille avanti. Ho letto che la vita è un cha cha cha: quel ballo in cui si fa un passo avanti e due indietro, o a volte se sei fortunato di lato. Assurdo ma non troppo, perché a volte per andare avanti dobbiamo trovare la giusta angolazione delle cose e cercare di avere un occhio a tutto tondo su ciò che è ma soprattutto potrebbe essere.

Abbi la forza di fiorire

Lo credo perché oggi è una giornata soleggiata come non le si vedevano da settimane, e riesco ad essere grata per questo e a non essere triste per ciò che mi circonda. Dovrebbe essere sempre così, ma a volte è più semplice lasciarci trasportare, lasciarci cullare, anche dal dolore. E’ una giornata in cui mi auguro di essere sempre così: Libera.
Perché la gioia e la bellezza che a volte provi, fa parte di un insieme molto più grande e complesso che fa parte della libertà dell’anima e nulla di più.

Curala e custodiscila più che puoi, farà parte di te per sempre.

Necessità#35

La senti mai la necessità?
La necessità di staccare la spina e fermarti un attimo, renderti conto, respirare. In una vita di corsa, in una vita che ti affanna anche il respiro che smetti, qual è la soluzione? Come fai a destreggiarti in una vita vissuta di fretta e nel panico giornaliero di una insoddisfazione?
Mi ripeto, non la senti la necessità ? Dare spazio a noi stessi, dare vita alle nostre attitudini, non è mai possibile al 100%. Dovremmo avere il bisogno vitale di farlo, di splendere con tutte le nostre capacità e di rendere gli altri partecipi di noi stessi, lasciarci scoprire. Se fosse semplice, l’avremmo già fatto e se fosse naturale non dovremmo impararlo. Avere il dono di mettere a frutto tutte le nostre potenzialità ci rende più felici, ci rende più completi. D’altro canto invece, quando non riusciamo a dare il nostro meglio o il nostro meglio non basta più, tendiamo a pensare di essere inadatti. Forse siamo inadatti in quel contesto o almeno non possiamo dare di più di ciò che abbiamo dato.
Ecco, appunto, dobbiamo fermarci e respirare. Sospirare, inspirare ed espirare. Chissà cambiare strada, cambiare direzione, provare a calarsi in nuovi orizzonti, magari nuovi orizzonti di noi stessi.

MaiStanca #34

“Non sarò mai abbastanza cinico da smettere di credere che il mondo possa essere migliore di così”

  In realtà li prendo sempre bene i cambiamenti, così bene che mi ci vogliono anni, e forse neanche quelli, forse non ce la faccio proprio. 
Analizzo tanto, tutto, troppo anche quando non serve e sopratutto, quando sono l’unica a farlo. La cosa più simpatica è quando tu sei quasi li li per farcela, stai per fare il salto e loro arrivano. A chiederti scusa, a farti credere che siano normali, che tutto sia normale, e alla fine la matta sei tu. Sei matta quando gli rispondi storto, sei matta se loro sono permalosi, sei matta sempre. 
Ao sarò matta. 
Un classico. Se fosse possibile, sarebbe in bianco e nero per quanto retrò ma pur sempre attuale. Un classico così come chi ti dice che hai ragione, e finalmente pensi che sei meno matta, ma poi appoggia chi ti fa passare per matta.
Trovo un nesso poetico tra tutto questo, un compromesso di elasticità che io non riesco ad avere, che non voglio avere e che mi auguro di non avere mai, e che dedico con tutto il mio cuore a voi. La mia pace è lontana dalle vostre crisi, da voi e dalla vostra pazzia. 
Perché i pazzi siete voi. 

HowMany #33

Da quando ho capito che la vita va al contrario di come vorrei io, ho lasciato che la vita andasse. Ho lasciato che la vita mi portasse via per com’era in quel momento, senza farmi troppe domande.
Ho lasciato scorrere del tempo che in realtà non è tornato e sicuramente non tornerà. Sto ancora capendo se sia stato un bene o forse un male, o semplicemente un istinto di sopravvivenza.

Mi piacerebbe sentire di nuovo l’odore di bucato, l’odore della legna che arde e dell’aria pulita. Ho lasciato andare via il tempo, ma alcune cose non tornano. Ho sempre creduto che fosse necessario il teletrasporto per viaggiare nel tempo, ma alla fine bastano solo gli odori, i profumi. Ho sorriso quando l’ho capito, comprendendo che basta veramente poco e se vuoi, puoi essere ovunque. Ci sono stati dei momenti in cui ho pensato di non farcela, perché quei profumi mi portavano cattivi ricordi, che potevano portarmi di nuovo giù: la cosa divertente, è stata trovare un lato positivo anche in quelle per cercare di conviverci nel caso in cui fossero tornati a farmi visita.

Non ho mai pensato che sia semplice convivere con se stessi e tutte le proprie esperienze,   bisogna essere resilienti, sensibili, empatici verso se stessi e comprendere quello che si è fatto ancora di più se non ha portato quei risultati sperati. Fermarsi e fare un bilancio potrebbe essere una cosa positiva se mettiamo in atto i quattro atteggiamenti che ho citato, ma potrebbe portare a fondo se iniziamo a pensare che abbiamo sbagliato tutto e che non possiamo porre rimedio a niente.

Nulla va per il verso giusto e questo l’ho detto all’inizio ma non c’è bisogno di aver nessun rimpianto, cambiamo in base alla vita che ci si pone davanti e dobbiamo ammettere che possiamo sbagliare: siamo esseri umani. Non soffro la mancanza di niente, ho amici, una buona persona che mi accompagna, qualche parente onesto e qualche persona di cui mi posso fidare.
Posso aver sbagliato molto, ma non ho niente che mi manca o qualcosa che oggi, non potessi avere. Magari il tempo, quello mi manca perché ne vorrei di più, però ci sto lavorando.

-Non cerco Nessuno che mi salvi da me. Coez-

iF#32

Se avessi: voluto, dovuto, scelto, sbagliato, pianificato.
Le azioni che determinano gran parte delle nostre causa-effetto, rendendo solida la nostra realtà. La convinzione che queste azioni siano assolute ci convince a tal punto da farci sentire impotenti qualora, qualcosa andasse fuori dal nostro controllo. Purtroppo la vita sarebbe stata sicuramente diversa se l’avessimo potuta gestire nella completezza delle nostre facoltà. Abbiamo la convinzione che la vita sia ” nostra” in tutti i sensi, non tenendo conto che siamo la somma dei contesti che nostro malgrado assorbiamo durante il percorso della vita. Per tornare al nostro stato primordiale dobbiamo tentare di connetterci con le nostre empatie primarie: quelle che ci rendono esseri umani.
A volte dubito fortemente nella nostra stessa specie. Quando non c’è comunicazione, comprensione, mi domando spesso dove siamo arrivati per perdere tutti quegli istinti che dicono ci differenzino dagli animali.
E‘ una catarsi necessaria un po’ come la crisi di mezza età, per riscoprire quello che in realtà ci siamo già persi ma per evitare di perderlo nuovamente in futuro.

SplinterOfLove #31

Le schegge dell’amore rimangono dentro di noi, e ci compongono, ci tengono saldi. Mi piace pensare che le schegge dei miei amori passati mi rendano più forte e unita, ma soprattutto legata al presente. Mi hanno portato fino a qui, fino a dove sono oggi, dove dovrei essere e dove sono.
I viaggi sono lunghi ma ci portano sempre dove dobbiamo arrivare o se così nond è allora abbiamo qualcosa da rivedere ma sappiamo benissimo da dove veniamo. Ho fatto una lunga pausa a riguardo e sinceramente mi sono guardata spesso indietro chiedendomi se fossi al momento giusto nel posto giusto, finalmente posso dire di sì. 
Posso partire, viaggiare, conoscere, esplorare, ma torno sempre a “casa”. Casa è quel luogo dell’anima e del cuore che spesso assume anche la forma umana. Un porto sicuro, un porto del quale ti fidi, sempre pronto ad accoglierti. Non credo sia importante il transito che ci allontani dai nostri luoghi quanto la certezza di poterci tornare ogni volta che vogliamo.

Ho finalmente capito che le persone stesse sono luoghi da esplorare. Mondi meravigliosi nel quale soggiornare.