Emotività #41

Mi hanno sempre detto che fossi emotiva di fronte ad alcune circostanze della vita. Una volta mi sono sentita dire: “Le cose le vivi troppo”.
Non ho capito bene cosa si intendesse con questa affermazione. Oggi riflettendoci avrei dovuto rispondere “perché tu invece le vivi troppo poco?”

C’è l’abitudine a lasciarsi scivolare tutto addosso, anche ciò che potrebbe renderci felici, figurarsi ciò che potrebbe ferirci.
Attraversare un dolore è un’impresa che ha bisogno di molto più di una semplice chiacchierata con noi stessi. Deve essere sviscerato un dolore, scomposto e poi probabilmente ricomposto nella sua forma migliore: sotto forma di qualcosa che non sai più in grado di farci male.

Forse per questo mi dissero che le cose le vivevo troppo, ero  pronta a farmi lacerare dal dolore piuttosto che tenerlo lontano.
Oggi credo che questa sensibilità e questa empatia siano il punto di partenza per qualcosa di grande, la chiave di un percorso particolare quale possa essere la vita.

PiùDiTutto #39

Più di tutto, mi mancano i Sorrisi. Di quelli non ne faccio mai scorta abbastanza, non ne ho mai rubati troppi! Più di tutto mi manca il suono della tu risata alle mie battute. Mi manca il modo in cui sapevo di trovare il tuo sguardo appena mi fossi voltata. Mi manca il nostro essere ‘noi’ e non vergognarci mai di niente: debolezze, paure, sentimenti. Dei sentimenti non abbiamo mai avuto paura, di viverli come venivano non ne abbiamo mai fatto un problema. Ci sono stati momenti in cui i sentimenti sono stati i nostri peggior nemici, ma abbiamo saputo mutarli in amici, complici.
Ci piaceva trovare la gioia nelle piccole cose e non pensare troppo, ci piaceva Vivere! Mi manca assaporare ogni singolo momento della giornata con Te, che anche se non c’eri, ti avevo intorno, collegandoti ad ogni cosa che vedevo, sentivo, toccavo. Più di tutto mi manca stringerti a me, o semplicemente stringerti la mano. Quella mano, non sai quante volte mi ha aiutato a tirarmi su da problemi, dubbi destabilizzanti. Mi mancano i tuoi occhi, e non perché fossero speciali, mi mancano perchè avevano un modo di guardarmi che ancora oggi non so spiegarmi. Un misto tra adulazione e compiacimento. Dolcezza.
Mi manca il tuo ricordarmi di essere tua, sottointeso nelle piccole cose, nei piccoli gesti. Non ci sono tante parole spiegare ciò che ti manca e come ti manca. Ma sono sicura che magari in fondo a te qualcosa di me ti manca. Ti manca perchè è stata tua, ma poi un giorno non l’hai più trovata. Ma una cosa te la posso assicurare, negli angoli più oscuri di te, mi potrai sempre trovare. Perchè quello che ti scende nell’anima è raro che ti abbandoni. Mi mancano tante cose, ma più di tutto, mi manchi Tu.

Riesumo queste parole che scrissi per te, perché oggi mi manchi un po’ di più. Forse perché in un mondo parallelo siamo tornate a sentirci vicine ma non abbiamo avuto il coraggio di dircelo. Alcuni rapporti della mia vita rimarranno sempre misteri, rimarranno sempre incognite. Mi sono arresa a questo dato di fatto, e forse mi sono arresa anche al fatto che io possa avere rapporti sani e duraturi nel tempo senza nessuna controindicazione o malessere. Non so cosa mi manchi Oggi, di te, di preciso. Siamo cambiate, e in questo plurale includo anche me stessa, della quale non sono ancora fiera totalmente e sicuramente avrò fatto milioni di errori nel nostro percorso. Sono altrettanto certa, però, di averti dato tutto il mio meglio, e forse anche tutto il mio peggio. Di sicuro, quindi, non nascondendoti nulla che fosse scomodo. Credo sia stata questa la chiave e anche la scintilla, ma ormai sono passati troppi anni per comprendere a fondo. Ho di noi un bel ricordo che tengo nascosto dagli occhi altrui affinché possa sorriderne ancora, e stupirmi ancora di ciò che di più bello questa vita possa avermi regalato.

TrovaTeStesso#37

Dicono tutti che le giornate no capitino di lunedì. Sarà, ma a me capitano anche di martedì così come il resto della settimana. Trovare un minimo di positività perfino per me diventa un miracolo e non so dove tenermi al sicuro.
Non so dove sentirmi serena.

Non trovo un angolo di me stessa dove rifugiarmi e non trovo un contesto intorno che sia pronto ad accogliermi. C’è sempre qualcuno che ha problemi più grandi di te, e non potrai appoggiarti a loro, persone che cercheranno di minimizzare i tuoi drammi perché loro ne hanno di più concreti.

Mi domando se ci sia qualcuno che sia pronto ad ascoltarti e basta, senza sentire necessariamente il dovere di volerti risolvere i problemi, rendendoti quasi in difetto per esserti aperto ed espresso.
Siamo davvero, ancora in grado di ascoltare chi ne ha bisogno? Una semplice chiacchierata spesso diventa sfida tra persone che vogliono compatirsi a vicenda e crolla lo scopo di sorreggersi perché troppo occupati a vicenda a dirsi che si sta uno peggio dell’altro.
Quello che più temo, è perdersi di vista. Perder di vista se stessi, e mettersi da parte finché non ci renderemo conto che sarà troppo tardi per rimetterci al primo posto. Avremo perso sincronie, si, quei momenti esatti in cui avremmo potuto, chissà, trovare la nostra congiunzione perfetta col mondo.

Volersi bene è giusto, ma per volere bene anche agli altri.
Ma se volersi bene diventa un problema, allora mettiamo tutto a rischio, noi stessi, i nostri rifugi sicuri e anche quel briciolo di positività che ci è rimasta mista alla speranza di essere diversi da come ci hanno concepiti.
Ti capita mai?

HowMany #33

Da quando ho capito che la vita va al contrario di come vorrei io, ho lasciato che la vita andasse. Ho lasciato che la vita mi portasse via per com’era in quel momento, senza farmi troppe domande.
Ho lasciato scorrere del tempo che in realtà non è tornato e sicuramente non tornerà. Sto ancora capendo se sia stato un bene o forse un male, o semplicemente un istinto di sopravvivenza.

Mi piacerebbe sentire di nuovo l’odore di bucato, l’odore della legna che arde e dell’aria pulita. Ho lasciato andare via il tempo, ma alcune cose non tornano. Ho sempre creduto che fosse necessario il teletrasporto per viaggiare nel tempo, ma alla fine bastano solo gli odori, i profumi. Ho sorriso quando l’ho capito, comprendendo che basta veramente poco e se vuoi, puoi essere ovunque. Ci sono stati dei momenti in cui ho pensato di non farcela, perché quei profumi mi portavano cattivi ricordi, che potevano portarmi di nuovo giù: la cosa divertente, è stata trovare un lato positivo anche in quelle per cercare di conviverci nel caso in cui fossero tornati a farmi visita.

Non ho mai pensato che sia semplice convivere con se stessi e tutte le proprie esperienze,   bisogna essere resilienti, sensibili, empatici verso se stessi e comprendere quello che si è fatto ancora di più se non ha portato quei risultati sperati. Fermarsi e fare un bilancio potrebbe essere una cosa positiva se mettiamo in atto i quattro atteggiamenti che ho citato, ma potrebbe portare a fondo se iniziamo a pensare che abbiamo sbagliato tutto e che non possiamo porre rimedio a niente.

Nulla va per il verso giusto e questo l’ho detto all’inizio ma non c’è bisogno di aver nessun rimpianto, cambiamo in base alla vita che ci si pone davanti e dobbiamo ammettere che possiamo sbagliare: siamo esseri umani. Non soffro la mancanza di niente, ho amici, una buona persona che mi accompagna, qualche parente onesto e qualche persona di cui mi posso fidare.
Posso aver sbagliato molto, ma non ho niente che mi manca o qualcosa che oggi, non potessi avere. Magari il tempo, quello mi manca perché ne vorrei di più, però ci sto lavorando.

-Non cerco Nessuno che mi salvi da me. Coez-

iF#32

Se avessi: voluto, dovuto, scelto, sbagliato, pianificato.
Le azioni che determinano gran parte delle nostre causa-effetto, rendendo solida la nostra realtà. La convinzione che queste azioni siano assolute ci convince a tal punto da farci sentire impotenti qualora, qualcosa andasse fuori dal nostro controllo. Purtroppo la vita sarebbe stata sicuramente diversa se l’avessimo potuta gestire nella completezza delle nostre facoltà. Abbiamo la convinzione che la vita sia ” nostra” in tutti i sensi, non tenendo conto che siamo la somma dei contesti che nostro malgrado assorbiamo durante il percorso della vita. Per tornare al nostro stato primordiale dobbiamo tentare di connetterci con le nostre empatie primarie: quelle che ci rendono esseri umani.
A volte dubito fortemente nella nostra stessa specie. Quando non c’è comunicazione, comprensione, mi domando spesso dove siamo arrivati per perdere tutti quegli istinti che dicono ci differenzino dagli animali.
E‘ una catarsi necessaria un po’ come la crisi di mezza età, per riscoprire quello che in realtà ci siamo già persi ma per evitare di perderlo nuovamente in futuro.

SecondOf365 #29

Il 2016 mi ha sottolineato il concetto di resilienza. Detto questo, vorrei iniziare una nuova avventura per ciò che riguarda il marketing e l’e-commerce: una situazione assurda, un progetto inesorabile, ma ci voglio provare. Prendo in mano quello che ho, e lo rendo migliore, o almeno ovviamente ci provo.
Mettermi alla prova mi stimola ma soprattutto mi fa rendere conto che siamo infiniti, speciali e possiamo esser nuovi ogni giorno.
E’ solo lunedì ma sono carica di buoni propositi e good vibes, anche se oggi dicono che sia il lunedì più triste dell’anno. Impossibile come si possa dire, sopratutto di un solo lunedì, e poi lo devono dire gli altri? Domani deciderò che sarà il martedì più spumeggiante di sempre. Voglio approfondire questo progetto, provare a renderlo qualcosa di più grande, perché qualcuno a cui credo dice che ci sono doti che hanno bisogno di essere coltivate e scoperte… diciamo spolverate.
Keep in touch e buon #bluemonday to everyone.
 

FirstOf365 #28

Goodbye 2o16.
M’hai cambiato la vita, questo posso dirti.
Alla domanda “cosa non rimpiangi di questo 2016″ ho risposto solo :” L’amore.”.
Per il resto questo 2016 mi ha messo al tappeto, dopo un 2015 che m’aveva donato gioia, completezza, sicurezza, mi sono sentita di nuovo vacillare e messa alla prova.
Niente paura e niente lamentele: solo constatazioni. Ci sono stati momenti che senza essere stati condivisi mi hanno portato via tanto, mi hanno fatto veramente tremare nel più profondo; io che avevo cercato in questi anni un minimo di stabilità e di certezza, che per fortuna avevo trovato solo in me. Perfino quella Me è riuscita a trovare quel minimo di paura.
E vabbè, ci si fa forza e si volta pagina? No, non si volta pagina così e come si sa, non è un un giorno che cambia in modo netto il nostro anno. Ma almeno quella sensazione di provare a farlo, ci fa guardare un giorno avanti con meno paura.
Torno a dirti che m’hai cambiato la vita, 2016 per l’amore che mi hai portato e che sono sicura sia stato per poter affrontare tutto ciò che sarebbe accaduto.
Vedere tremare nel vero senso la terra, ha fatto tremare anche me. Ma con ciò che questo 2016 mi ha portato, sono riuscita a sentirmi in qualche modo più leggera. E NONOSTANTE TUTTO, posso dirlo a gran voce: ABBIAMO SUPERATO TUTTO.
 

UnAmoreCosì#27

Niente ferisce, avvelena, ammala, quanto la delusione. Perché la delusione è un dolore che deriva sempre da una speranza svanita, una sconfitta tradita… cioè dal voltafaccia di qualcuno o qualcosa in cui credevamo.

Basta un nulla per tornare indietro in battibaleno, per farti tornare vivi ricordi e dolori. In questa settimana sta succedendo di tutto e sta succedendo nel mio cuore. Nel mio cuore che ha anche un nome, e no, non è follia. Il mio cuore si chiama Ussita e sta subendo una delle torture che in pochi potrebbero sopportare. Ma lei non molla, come sempre.
Il Mostro come lo chiamano,  ci sta distruggendo giorno dopo giorno, scossa dopo scossa. Ci sta togliendo tanto, tantissimo. A chi una casa, a chi un futuro, a chi ricordi: ma siamo tutti ugualmente impotenti di fronte a tutto questo, possiamo poco.
Quel poco che possiamo è starci vicino, farci forza, dare a chi c’ha dato tanto in questi anni quel poco che si può. E ricordarsi che ci siamo, e possiamo ancora rimetterci in gioco.
Sembra assurdo, stare male per qualcosa che non stai vivendo. Ma l’amore viscerale che mi lega ad un posto e a una memoria che ho chiuso a compartimenti stagni, per preservarlo, ha bisogno di essere protetto.
Vederti crollare al suolo, non ha nulla a che fare con i dolori della vita che ho provato, non ha niente di simile in comune. Tu sei unica, e sei il mio cuore: in te custodisco la parte migliore dei miei bei ricordi, dei miei sentimenti di felicità che sono andati con le persone che non ci sono più. Ma io con te, posso riviverli quando voglio, e vorrei poterti trovare al tuo posto quando tornerò, ma so già che sarà impossibile: contro ogni legge della fisica e della tempistica.
Il ricordo di una piazza, il ricordo della pizza con la mortadella sono vivi in me come fosse ieri. Vorrei un ciocorì da mangiare a fine della mia estate o una bella cioccolata calda che solo Bruno sa preparare! Vorrei poter farti tornare il gioiello che sei e ridarti almeno un pochino dell’amore che sei riuscita a donarmi. Per me sei stata un porto sicuro, un rifugio nel bel mezzo della tempesta. Potevo non fare niente, potevo non vedere nessuno, ma essere lì era già tutta la mia necessità.
Quel monte che ci faceva compagnia dalla finestra, che si cullava sotto le stelle si regge a fatica, un po’ come noi in questi giorni. Torniamo presto da te, adesso abbiamo un altro monte a coprirci le spalle, si chiama Conero e non Bove ma sono certa che saprà proteggere e dare sollievo a chi ha visto trasformare quel rifugio in un inferno infinito.
“..mi sei sempre a un millimetro dal cuore!”

EndOfSummer #26 ?

24 è troppe cose.
Ora è il conto dei miei anni. E’ il giorno del mio compleanno. E’ il giorno nel quale sono stata fortunatamente lasciata. E’ il giorno nel quale ho iniziato un percorso speciale.
Il giorno nel quale ho per la prima volta messo una firma per un’acquisto importante
E’ il giorno dove tutto ha avuto inizio, e il numero che segna ciclicamente una fine e nuovamente un inizio.
Oggi, a 24 anni, probabilmente molto suonati, posso ritenermi proprietaria a tutti gli effetti di una macchina.
UNICAMENTE, SOLAMENTE MIA.
Posso ritenermi spalla di un negozio che mi da spazio, gioie e dolori, ma soprattutto amore. Un negozio che mi fa da famiglia passandoci gran parte della mia esistenza. Una famiglia che mi ha formato, pienamente.
Posso ritenermi figlia di due genitori che spesso si sono privati per dare ai propri figli. Genitori che tuttora si privano di molte cose per vedere sorrisi sui volti delle persone che li circondano.
Posso ritenermi parte di una famiglia composta stranamente da 8 persone, perché neanche a farlo di proposito spesso quell’8 se lo piego mi pone davanti un infinito.
Essere realizzati non è sentirsi felici, ma probabilmente essere consapevoli di dove si è e capire più che altro dove io voglia andare. La meta mi è chiara, il tempo di arrivo non è stimato e non lo voglio programmare. Sapere tutto questo mi sembra già tantissimo, ed avere intorno persone che ci sono NONOSTANTE TUTTO, è la gioia più grande che questo ventiquattresimo compleanno potesse regalarmi.
Ci saranno momenti nel quale tutte queste certezze le sentirò vacillare, ma ad ora, le sento salde, le sento vive, le sento mie.
A discapito di tutti quei 24 che hanno avuto una influenza negativa, ad oggi senza nessuna ragione: ad oggi devo dire grazie. A quei 24 nei quale un pensiero mi più cupo mi ha sfiorato, oggi brindo, consapevole di dove mi abbiano portato: ALLA VITA CHE AVREI VOLUTO AVERE.

Settembre #25

“..Le cose giuste non hanno un gran bisogno di Parole.”
Settembre, per assurdo inizia il mio anno, il mio anno fisiologico. Il vostro 31 dicembre, il mio onesto 1 settembre, non fa una piega. Perché? Settembre da sempre mi cambia la vita, me la disturba, me la stravolge. Io lo accetto e vivo il mio anno cominciando da qui, da dove tutto ebbe inizio. Rientra anche nel mese della mia nascita, come a confermare che tutto è così fantastico e io non sono necessariamente pazza.
Ogni settembre mi ritrovo a bilanciare un po’ qui e un po’ lì quello che sarebbe dovuto essere e quello che invece è realmente stato. In realtà quest’anno ha avuto dell’inverosimile su più fronti e come mai si parte alla grandissima. Quello che più mi ha stupito è stata la mia resilienza e quella della famiglia o dei miei amici. Le cose brutte capitano di continuo, ma veramente solo la resilienza può farcele superare nel modo migliore, e NOI, TUTTI lo abbiamo fatto egregiamente. Impossibile non ammettere che non ci siano state lacrime, paure: impossibile davvero.
Mi sento fantastica e anche se lo dico sempre, stavolta ci credo perfino io.
Ho messo alla prova il mio cuore e sono arrivata veramente sempre in finale, ma non ho mai vinto. Quando non credevo di dover gareggiare, ho vinto tutto, sempre per ricordare quanto siano determinanti alcuni tempismi. Le persone sono andate e venute anche in questo anno. Hanno creduto che essere al mio fianco potesse essere semplice, e mi dispiace se così non sia stato, ma io sono esigente e continuerò ad esserlo. Coloro che ho amato davvero come amici, e come compagni di vita rimangono nel mio cuore senza rancore perché è giusto che sia così. Sparso per l’ Italia il mio amore è andato volando e svolazzando bucherellando il mio cuoricino e rendendomi fragile e totalmente anche un po’ stupida, ma purtroppo chi, col cuore riesce a essere razionale? Figurarsi, è anche un muscolo involontario, fa tutto per conto suo quel bastardo di cuore: prova a gestirlo!
Ogni anno ripeto che è stato un anno bellissimo, e anche di questo non potrò dire diversamente perché saper vivere la vita è un’arte magica, che sto coltivando nel tempo e che tengo gelosamente custodita dentro di me. 
See you Soon.

Sophie